MUSEO TATTILE DI SCIENZE NATURALI
DEL LAGO E DELLA MONTAGNA
Contrada San Mauro
28826 Trarego Viggiona (VB)
www.traregoviggiona.com
LA GENESI DEL PROGETTO
L’idea di realizzare un Museo Tattile è nata dalla convergenza di intenti di tre soggetti: la Comunità Montana Alto Verbano,che aveva il desiderio di creare uno spazio in cui potessero essere raccolte e rappresentate, con finalità didattiche e turistiche, le principali peculiarità naturalistiche ed ambientali presenti sul territorio (lago, collina, montagna);

la progettista, Elide Del Negro, studiosa ed operatrice a livello scientifico nel campo dell’handicap visivo; il Comune di Trarego Viggiona che con lungimiranza ha messo a disposizione i locali della propria scuola, chiusa da tempo, per questa inedita e pregevole proposta. Il Museo ha quindi potuto trovare “casa” in una località che coniuga i connotati solidaristici e didattici con le necessità di una fruizione e di una promozione anche sotto il profilo turistico.
Per tradurre questa “idea” in “realtà” si è quindi avviato un processo di lavoro in équipe che ha coinvolto numerose persone ed istituzioni ed ha ottenuto l’importante sostegno economico della Fondazione Cariplo, portando all’inaugurazione della struttura nel dicembre 2006.
Il Museo di Trarego è oggi un Museo vivo, gestito da un Comitato tecnico-scientifico con la collaborazione degli enti locali (Comune e Comunità Montana), delle Associazioni di Volontariato (con la Pro Loco in prima fila) e dai residenti che hanno visto rivivere la propria scuola ospitando quello che ormai è divenuto per tutti il ... “nostro Museo”.
IL PERCORSO MUSEALE E LA MASCOTTE DEL MUSEO
Il percorso si articola in diversi diorami che propongono ricostruzioni di ambienti con l’utilizzo di piante vive ed animali naturalizzati, oltre ad oggetti ed elementi naturali (rocce, frutti, bacche, legni, nidi, foglie...).
Gli ambienti proposti sono: l’alpeggio, con strumenti e oggetti che parlano del rapporto uomo/ambiente in territorio montano; l’alveare con i suoi strumenti e prodotti (non solo da toccare, ma anche da assaggiare); l’alta quota con gli animali e la vegetazione caratteristica; le rocce, con alcuni campioni delle nostre montagne; l’abetaia, con il profumo e le sensazioni delle piante resinose locali; il bosco collinare, con faggi, castagni, e una moltitudine di animali, dalla volpe, al tasso, ai diversi uccelli diurni e notturni; e infine il canneto con la sua vegetazione e fauna particolare.
Accanto alle sensazioni tattili sono proposte anche sensazioni uditive, con sottofondo sonoro che propone i suoni della natura e degli animali.
Recentemente inoltre il percorso del museo è stato arricchito con pannelli didascalici recanti testi in braille e disegni a rilievo, che quindi possono essere esplorati con le mani, per offrire una proposta didattica ancora più completa ai non vedenti.
Un’ultima curiosità: come mascotte del Museo è stato scelto un gufo. Il gufo, oltre all’aspetto naturalmente simpatico e buffo, si presta anche ad un chiave di lettura legata alle finalità del museo.
È infatti un uccello che si muove nella notte... quindi in condizioni in cui la vista è messa in difficoltà, a vantaggio degli altri sensi (è noto che il gufo ha un udito straordinario). Il nostro gufo strizza un occhio porgendo così un invito ai visitatori: “provate anche voi a chiudere un occhio e magari anche tutti e due, riuscirete ugualmente a scoprire nel nostro Museo molte cose...”.
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